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Museo di Storia Naturale della Maremmamusei della maremmaFondazione Grosseto Cultura

I rapaci del bosco


I rapaci del bosco hanno dimensioni e peso estremamente variabili, dai poco più di 2 etti di un maschio di sparviero agli oltre 2 kg del biancone.

Queste differenze dimensionali, unitamente a tipologia e dimensioni della preda elettiva, condizionano notevolmente i tempi della riproduzione. Il biancone, ad esempio, ha un periodo di cova di ben sette settimane, a cui si devono aggiungere poi i due mesi dalla schiusa necessari al piccolo per involarsi. Questa specie investe tutto il suo sforzo riproduttivo in un unico uovo, che deve deporre presto, per evitare che l’involo del pulcino sia troppo prossimo ai primi freddi autunnali e, conseguentemente, alla migrazione verso le aree di svernamento africane.
Nei rapaci quasi sempre il maschio è più piccolo della femmina, talvolta di un terzo ed oltre. Ciò è particolarmente evidente nei rapaci ornitofagi (che si nutrono in prevalenza di altri uccelli), come l’astore e lo sparviero. è compito principale del maschio, durante la nidificazione, procacciare le prede per la femmina (che passa molti giorni a covare e sorvegliare la prole sul nido) e per i loro pulcini. Le differenze dimensionali tra i due sessi sono meno marcate nelle specie le cui prede elettive non richiedano particolari abilità di caccia. È il caso, ad esempio, del lodolaio, della poiana (più generalista nell’alimentazione) e del biancone, che si ciba di serpenti. Tutti i rapaci del bosco costruiscono il loro nido su alberi. Il lodolaio utilizza vecchi nidi di corvidi, talvolta anche per molti anni, fino a che le condizioni di conservazione lo consentano. Il pecchiaiolo arriva in Italia ad aprile-maggio con migrazioni di migliaia di individui, per poi nascondersi nei boschi in cui nidifica e trascorre l’estate. Recentemente sono stati trovati nidi di questa specie anche a livello del mare, nei boschi dei Monti dell’Uccellina. L’astore non arriva al nido dall’alto, come fanno i Bianconi, ma percorre un lungo tratto nascosto dalla macchia prima di accedervi. Specie stanziale rara, localizzata in Italia nell'arco alpino e appenninico, è sicuramente nidificante nel comprensorio boscoso del Parco della Maremma. La scoperta della specie (che frequenta foreste e boschi di media e alta montagna) in Maremma, a poche centinaia di metri dal mare, risale al 2004. L’astore è molto elusivo e difficile a contattarsi. In aree appenniniche tende a preferire per la nidificazione i boschi di conifere ad alto fusto, mentre in ambiente mediterraneo seleziona i boschi maturi di Leccio.


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