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Giuseppe Guerrini (1924 – 2006)

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Giuseppe Guerrini rappresenta una figura di rilievo del panorama culturale Grossetano tra la fine degli anni '50 ed i primi anni 2000. In virtù dei suoi molteplici interessi in molti settori, egli ha infatti rivestito, per oltre mezzo secolo, un ruolo centrale nel contesto culturale cittadino e provinciale. Giuseppe nasce nel ‘24 nella Tenuta grossetana de “La Trappola”, luogo simbolo della Maremma vera e della sua natura senza compromessi, fatta di chiari palustri, giunchi pungenti, pascoli con bestiame brado, fitte macchie costiere, ampie spiagge naturali, complesse dune, imponenti pinete.
Si laurea in Chimica all’Università di Pisa nel 1948. Il suo primo lavoro, del ’58, intitolato “Aspetti naturali del Grossetano”, riflette già appieno la sua grande passione per la natura della sua terra. Appassionato conoscitore del territorio della Toscana meridionale, egli ha infatti da sempre coltivato molteplici interessi, dagli aspetti naturalistici in tutte le loro declinazioni a quelli preistorici e storici, anche recenti. Il forte interesse per ogni elemento che descrivesse in dettaglio le peculiarità del territorio della provincia di Grosseto (dal mondo sotterraneo al mare, dai minerali alle piante, alla fauna marina e terrestre) si concretizzava in Guerrini in una continua opera di raccolta, studio e approfondimento. Socio fondatore della Società Naturalistica Speleologica Maremmana (di cui è stato Presidente dal 1960 al 1989), egli realizzò innumerevoli escursioni, descrisse nuove grotte, effettuò numerose segnalazioni e molte scoperte di campioni e siti di interesse scientifico, in un territorio ancora sotto molti aspetti da esplorare. Guerrini fu inoltre uno dei primi sostenitori del progetto di realizzazione del Parco Naturale della Maremma, del cui comitato scientifico è stato membro per molti anni.
Grazie all’instancabile collezione di campioni di ogni tipo, portata avanti con perseveranza assieme ad alcuni appassionati compagni di escursione, all’inizio degli anni ’60 egli pose le basi di quello che sarebbe diventato di lì a breve il Museo Civico di Storia Naturale di Grosseto (che successivamente muterà il proprio nome in Museo di Storia Naturale della Maremma). Un forte aiuto in questo senso venne dall’amico, compagno di escursioni e allora Assessore alla Cultura Alfio Gianninoni. La città non aveva mai potuto vantare in precedenza un museo dedicato alla storia naturale, pur essendo questo tema così centrale nella vocazione del suo territorio.
Sotto la direzione di Guerrini le collezioni verranno costantemente arricchite e collocate in tre successive ubicazioni, inclusa la sede storica di via Mazzini 71, che ospiterà l’istituzione dal 1981 al 2002. Nel 1983 egli fonda la rivista Atti del Museo Civico di Storia Naturale di Grosseto (oggi Atti del Museo di Storia Naturale della Maremma), di cui manterrà la direzione fino al 1999 con la preziosa collaborazione del redattore, Giorgio Castellini, uno degli storici collaboratori del museo.
Anche l’individuazione dei locali successivamente ristrutturati, oggi sede dell’attuale museo, fu inizialmente portata avanti, di concerto con l’Amministrazione Comunale di Grosseto, in modo attivo e partecipe da Guerrini, da tempo in pensione. Assieme all’Arch. Marcello Giacolini e all’Ing. Mario Giacolini, Giuseppe Guerrini iniziò anche ad approntare una prima ipotesi di organizzazione interna delle collezioni, finalizzata alle nuove esposizioni.
Il passaggio di consegne ad Andrea Sforzi, collaboratore esterno del museo dal 1991, poi responsabile della struttura, segnò l’inizio di un costante allontanamento di Giuseppe Guerrini dalle attività del museo, aggravato dalla malattia, sempre più limitante. Purtroppo, a causa delle lunghe procedure di assegnazione e realizzazione dei lavori della nuova sede, totalmente rivisitata nella filosofia espositiva e nei contenuti, Guerrini verrà a mancare prima di riuscire a vedere coronato il suo sogno: un museo con molte sale espositive, collezioni di studio, biblioteca specialistica e attività scientifiche e didattiche ispirate a moderni criteri di museologia.
 
il museo in pillole
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L'albero della diversità dei viventi

Il raccordo tra le sezioni di scienze della terra e scienze della vita ospita un ideale albero dei viventi.

il museo in pillole
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La specie fu descritta nel 1872 dal paleontologo francese Paul Gervais a partire da una mandibola proveniente dalla miniera di lignite di Montebamboli (Massa Marittima, GR).

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Il ritorno del Falco Pescatore

Dopo 42 anni i Falchi Pescatori tornano a nidificare in Italia. Un nido, con due pulcini, monitorato 24h su 24 nel Parco della Maremma.