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Il progetto Mediterraneo

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Il falco pescatore è un rapace emblematico, legato agli ecosistemi acquatici. Nonostante sia relativamente comune negli ecosistemi di acqua dolce del Nord Europa, la popolazione mediterranea è strettamente legata agli habitat marini e presenta uno status di conservazione “vulnerabile”. A causa della persecuzione diretta degli ultimi decenni infatti, questa popolazione oggi conta meno di 80 coppie riproduttive distribuite tra la Corsica, le isole Baleari, il Marocco e l’Algeria.

Questo progetto di dottorato di ricerca attualmente in corso (della durata di tre anni 2012-2014) si propone di approfondire vari aspetti dell’ecologia del  falco pescatore nel bacino del Mediterraneo, utilizzando diversi metodi e tecniche innovative nell'ambito di un approccio a differenti scale spaziali e temporali. In particolare, il progetto può essere riassunto in tre parti principali (qui di seguito semplificate).

 

1)    Per indagare le relazioni tra le differenti popolazioni di falco pescatore è in corso uno studio sulla filogeografia e sulla storia evolutiva della specie a livello globale. Mediante l’uso di analisi genetiche mitocondriali si cerca di ricostruire le differenti fasi di colonizzazione della specie nelle diverse aree geografiche nel mondo.
 

 

2)    Nonostante le strategie migratorie delle popolazioni del nord Europa siano ben note da tempo (gli individui del Nord svernano principalmente lungo le zone costiere dell'Africa occidentale), le dinamiche di dispersione e le aree utilizzate al di fuori dalla stagione riproduttiva non sono state ancora studiate in un maniera dettagliata per la popolazione del Mediterraneo.
Grazie ad un monitoraggio con metodi diretti (tramite l’inanellamento e strumentazione GPS/GSM) o indiretti (attraverso molteplici tecniche di biologia molecolare e mediante l’analisi degli isotopi stabili), il progetto mira a: (a) indagare le strategie di migrazione di alcuni individui della popolazione mediterranea 2) studiarne l’ecologia invernale 3) indagare se le differenti popolazioni del Mediterraneo sono collegate tra di loro da flusso genico o se, al contrario, i nuclei riproduttivi del Mediterraneo sono geneticamente isolati tra loro.

 

3)    A livello locale (Corsica), si cerca di comprendere come i falchi pescatori che si riproducono lungo le coste rocciose dell’isola utilizzino le aree marine protette. In particolare, differenti parametri e variabili ambientali (come ad esempio il disturbo antropico e la disponibilità ed accessibilità di cibo) vengono presi in considerazione per studiare l'effetto dell’area marina protetta e il suo ruolo in relazione al successo riproduttivo delle coppie nidificanti su breve e lungo termine, al fine di pianificare corrette misure mi gestione.

Questo progetto di dottorato in cotutela prevede la collaborazione tra L’Università di Ferrara (supervisor: Prof. Leonida Fusani), l’Università di Montpellier 2 presso il CEFE-CNRS (supervisori: Olivier Duriez e David Grémillet), il Parco Regionale della Maremma (co-supervisor: Andrea Sforzi), il Parco Regionale della Corsica (co-supervisor: Jean-Marie Dominici) e Conservatoire du Littoral tramite l’Initiative Petites Iles de Méditerranée (partners: Fabrice Bernard et Mathieu Thevenet). Il progetto é principalmente finanziato dalla Fondation Prince Albert 2 de Monaco. Per il dottorato, Flavio Monti ha una borsa finanziata dal Parco Regionale della Maremma ed é vincitore della borsa di mobilitá “Bando Vinci” dell’Universitá Franco-Italiana.

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