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Gli studi sull'Oreopithecus bambolii

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Successivi studi sulla morfologia dell’anca, femore e ossa del piede hanno  rilevato una capacità locomotoria tipica dei bipedi abituali.

Un dettagliato studio della mano ha inoltre individuato la presenza di strutture in grado di condurre attività che richiedono precisione.

Il cranio dello scheletro di Baccinello era deformato e molto schiacciato.

Nel 1996 fu completamente ricostruito grazie all’esperienza del paleoantropologo Ronald Clarke di Johannesburg, Sud Africa.

I vari frammenti compressi e deformati vennero prima separati, individuando i possibili punti di contatto tra loro, poi rimontati cercando di ricostruire la struttura 3D originaria.  

Recenti indagini, condotte con tecniche ancora più sofisticate, hanno consentito di ricostruire la struttura dell’orecchio interno dell’Oreopiteco, mediante la Tomografia Assiale Computerizzata (TAC).

L’orecchio interno dell’Oreopiteco è molto più simile all’uomo di quello di ogni altro primate!

Questa scimmia fossile della Maremma è un rappresentante significativo dello sviluppo evolutivo dei primati.
La forte convergenza con gli Ominidi, evolutasi grazie alla pressione selettiva di un ambiente insulare, ha reso Oreopithecus bambolii un elemento chiave nella comprensione della specie umana.


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