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Museo di Storia Naturale della Maremmamusei della maremmaFondazione Grosseto Cultura

Sala minerali e rocce

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La collezione dei minerali segue un criterio eminentemente geografico. Sono esposti campioni provenienti dal Monte Amiata, Colline Metallifere, altre aree della Maremma e dalle zone limitrofe (alto Lazio e isola d’Elba).

Alcune vetrine tematiche approfondiscono gli aspetti legati ai processi di estrazione e lavorazione dei minerali, suddivisi per le aree principali: Monte Amiata, Colline Metallifere e altre aree della Maremma.
I minerali fluorescenti sono esposti in una vetrina interattiva. Un pulsante azionabile dai visitatori spenge temporaneamente la luce interna e accende due lampade di Wood, che permettono di evidenziare la fluorescenza dei campioni esposti, ben evidente grazie al loro “viraggio” di colore.
Una collocazione centrale e di rilievo è riservata ad un grande cristallo di selenite (circa 1,90 m in altezza), il pezzo di maggiori dimensioni della collezione mineralogica del museo.
 
La vetrina dedicata alle rocce espone le principali tipologie affioranti, in base ai riferimenti di una carta geo-pedologica semplificata. Una versione digitale e interrogabile della stessa carta è disponibile anche in un totem touch-screen posizionato al lato della vetrina. Il visitatore interessato ad approfondire la conoscenza su una particolare porzione di territorio può navigare nella carta, zoomando fino al livello di dettaglio desiderato.
Altre vetrine dedicate alle scienze della terra trattano temi più ampi, come il termalismo e l’evoluzione della linea costiera. In particolare, un modello semplificato del cono vulcanico del Monte Amiata ne evidenzia la struttura interna e le principali colate laviche.
Una ricostruzione della evoluzione della linea di costa consente di ricostruire, come in una serie di fotogrammi, l’evoluzione della linea di costa della Toscana meridionale da 300.000 anni fa ad oggi.
Un ruolo fondamentale nell’approfondimento delle vicende evolutive della costa tirrenica  è stato svolto dalle ricerche sugli speleotemi (stalattiti e stalagmiti) della Grotta dell’Argentarola, oggi sommersa. In passato, le oscillazioni del livello del mare hanno  alternativamente consentito e poi bloccato la crescita di stalattiti e stalagmiti. Una attenta analisi della loro struttura interna consente di leggere come in un libro l’affascinante storia evolutiva di buona parte della costa tirrenica. A questo importante ambiente è dedicato un diorama, che approfondisce in parallelo anche gli aspetti legati agli organismi viventi presenti a quella profondità.



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